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Piazza Regina Margherita o mercato storico di Civitavecchia

Cultura

A Piazza Regina Margherita, più che in altri punti del centro, Civitavecchia si lascia capire nella sua parte più quotidiana. Qui si trova il mercato cittadino, noto anche come mercato di San Lorenzo, nel cuore del centro storico e intorno alla piazza che da tempo ne costituisce il riferimento urbano e sociale. Non è soltanto un luogo di acquisto: è uno spazio di abitudini, di scambi rapidi, di memoria locale. Tra i banchi, il rapporto con il cibo non passa solo dal consumo, ma dal riconoscimento immediato di sapori che i civitavecchiesi associano alla casa, alle feste e ai gesti ripetuti di generazione in generazione.


Raccontare questa piazza dal punto di vista del mercato storico significa allora parlare di una città di porto che ha sempre fatto incontrare merci, persone e usanze diverse, ma che ha saputo trattenere alcune preparazioni come tratti propri. In un luogo così, i prodotti tipici non appaiono come specialità da vetrina: restano cibi riconoscibili, legati al calendario familiare e religioso, alla panificazione, ai forni, alle ricette annotate e custodite in casa. È anche per questo che il percorso De.C.O. avviato dal Comune ha un peso particolare a Civitavecchia: serve a fissare, con un disciplinare, ciò che per molto tempo è vissuto soprattutto nella pratica condivisa e nella memoria cittadina. L’avviso pubblico comunale del 2025 nasce infatti con l’obiettivo di tutelare e promuovere le specialità agroalimentari locali attraverso un apposito albo De.C.O.


Tra i prodotti più rappresentativi c’è la pizza di Pasqua civitavecchiese, che a Civitavecchia non è un semplice dolce stagionale, ma uno dei cibi identitari della festa. Il disciplinare comunale la descrive come preparazione tradizionale della ricorrenza pasquale, destinata alla “colazione di Pasqua” del mattino, quando finiva ufficialmente la Quaresima. La ricerca storica allegata allo stesso disciplinare mostra anche quanto questo dolce fosse conosciuto già nell’Ottocento, specialmente a Roma, dove la “pizza di Civitavecchia” compariva nelle testimonianze letterarie e persino nelle inserzioni commerciali; il documento ricorda inoltre che le sue origini precise non sono databili con certezza, ma che la tradizione è sicuramente antica. Se si visita Piazza Regina Margherita nel periodo che precede Pasqua, questo è uno dei prodotti più significativi da cercare: non solo per il sapore, ma perché racconta bene il vecchio legame di Civitavecchia con i forni, con il commercio e con la tavola festiva.


Accanto alla versione classica esiste anche la pizza di Pasqua al cioccolato, anch’essa inserita nel percorso De.C.O. e legata allo stesso momento dell’anno. Il disciplinare sottolinea che questa variante si è consolidata nelle famiglie e nei forni locali negli ultimi decenni, con l’aggiunta del cioccolato a una ricetta tradizionale già radicata. Non è un dettaglio secondario: in una città portuale come Civitavecchia, dove per secoli sono transitate merci e ingredienti, anche le evoluzioni della tradizione hanno spesso avuto una base concreta, commerciale oltre che domestica. Nel 2025 la Commissione De.C.O. ha assegnato i primi tre marchi proprio alla pizza di Pasqua civitavecchiese, alla pizza di Pasqua al cioccolato e ai biscottini di Natale, segnando un primo riconoscimento formale di questo patrimonio gastronomico.


Se invece si passa per la piazza nel periodo natalizio, il prodotto più eloquente è il biscottino di Natale di Civitavecchia, chiamato in città anche “biscuttino”. Il Comune gli ha dedicato perfino un evento specifico, nato per mantenere viva soprattutto tra i giovani una tradizione tipica del Natale civitavecchiese. Il disciplinare De.C.O. è particolarmente interessante perché lega il nome e la storia del prodotto alla vocazione marittima della città: richiama il “biscotto” dei forni camerali destinato alle flotte e spiega come, nel tempo, da quel pane due volte cotto si sia arrivati a una preparazione dolce da ricorrenza. La particolarità locale, rispetto ad altri biscotti dell’Alto Lazio, è nella presenza generosa del cioccolato, che il documento collega in modo plausibile ai traffici portuali e alla circolazione di cacao e cioccolata nello scalo civitavecchiese. In altre parole, anche un dolce di Natale qui porta dentro un pezzo di storia del porto.


Poi c’è la pizza coperta civitavecchiese, che merita un discorso a parte. È forse il prodotto che meglio tiene insieme la dimensione popolare del mercato e quella della cucina cittadina: più immediato, più da forno, più da banco. Si tratta di una preparazione fatta di due strati di impasto con un ripieno che ruota attorno a pomodoro, acciughe, prezzemolo, aglio e peperoncino; una ricetta schietta, saporita, molto legata alla marineria e al gusto cittadino. Nel 2023 la CNA di Viterbo e Civitavecchia ha incluso anche la pizza coperta fra le quattro antiche ricette candidate al riconoscimento De.C.O., insieme a fave da morto, biscottini di Natale e pizza di Pasqua. 


Vista così, Piazza Regina Margherita non è solo la piazza del mercato: è il punto in cui la città rende visibile la propria continuità. A seconda della stagione, si incontrano prodotti diversi e cambia anche il racconto che Civitavecchia fa di sé. A Pasqua emergono le pizze dolci, classica e al cioccolato, legate alla colazione di festa; a dicembre tornano i biscottini, profondamente associati al Natale locale; durante l’anno, la pizza coperta resta una delle espressioni più immediate del gusto civitavecchiese, più vicina alla strada, al forno e alla pratica quotidiana. Per chi vuole descrivere la piazza in chiave turistica, questo è forse il suo tratto più vero: non una scenografia, ma un luogo dove la storia urbana continua a passare attraverso i prodotti che la comunità riconosce come propri.



Fonti:

Informazioni utili:

Durata consigliata:

30 min

1.5 km dal porto

Completamente accessibile

Come arrivare:

42.09350, 11.79380

Coordinate gps:

itinerari

Scopri gli itinerari che comprendono questa tappa:

Green Taste

Tour enogastronomico tra mercato, quartieri storici e tradizioni di Civitavecchia, alla scoperta dei sapori più autentici.

3

tappe

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